Il Vangelo secondo Biff

Christopher Moore, scrittore statunitense nato nel 1957, è autore di romanzi che mescolano comicità, fantastico e cultura popolare. Pubblicato nel 2002, Lamb: The Gospel According to Biff, Christ’s Childhood Pal (trad. it.: Il Vangelo secondo Biff, amico d’infanzia di Gesù) ricostruisce gli anni della vita di Gesù assenti dai Vangeli attraverso il racconto di Biff, suo immaginario amico d’infanzia, compagno di viaggi e irriverente controfigura.

FINIRLO È STATA UN’IMPRESA

Per leggere Lamb ci ho messo cinquanta giorni. Si tratta di un romanzo piuttosto voluminoso (454 pagine), è vero, ma nello stesso lasso di tempo mi è capitato di divorarne a migliaia, di pagine, quando mi sono ritrovato tra le mani libri da cui non mi riuscivo a staccare. La fatica che ho fatto a portarlo a termine non è dunque dipesa dalla lunghezza del testo.

Né si può negare che l’opera sia divertente. Mi è capitato più volte di sorridere e anche di ridere: Moore sa essere molto spiritoso. E allora? Che cosa non ha funzionato?

Manca una vera spinta narrativa, ecco che cosa. Ci sono tanti episodi che sono divertenti in sé, ma che non mandano avanti la storia. Ogni episodio si chiude abbastanza bene da solo e il successivo non nasce necessariamente da una domanda lasciata aperta dal precedente.

I PERSONAGGI

I due protagonisti, Biff e Joshua, sono due personaggi molto forti, ma il loro meccanismo comico si comprende quasi immediatamente: Joshua è innocente e impossibilitato a peccare o mentire; Biff conosce invece la materialità, il sesso, l’egoismo umano e deve fare da intermediario fra Joshua e il mondo. È una coppia formidabile, ma anche un congegno riproducibile all’infinito, che perde smalto dopo poche decine di pagine.

Riuscito anche il personaggio di Maggie, ovvero Maria Maddalena, che ama disperatamente Joshua e amoreggia con Biff. Sensuale e seducente, sposa per forza di un fariseo, è un pilastro del sistema dei personaggi. Tra quelli secondari merita una nota di merito Bartolomeo, il filosofo cinico, “punkabbestia” ante litteram, sempre circondato dai cani, che finirà per diventare uno dei dodici apostoli.

La passione: un finale sorprendente

Trattandosi della vita di Gesù Cristo, parliamo di una vicenda assai nota, almeno in Occidente. E se Moore privilegia infanzia, adolescenza e giovinezza del Salvatore, non arretra quando la storia tratta gli anni raccontati dai Vangeli, ovvero quelli della predicazione e della passione.

A quest’ultima è dedicata l’intera VI parte ed è la sezione narrativamente più convincente. Peccato che oramai non ci sia più proprio niente da ridere e che l’occasione di organizzare i materiali in modo da costruire un grande romanzo umoristico sia stata sprecata per più di quattrocento pagine.

Da segnalare [SPOILER] la trovata della morte di Giuda, che viene raccontata come provocata da Biff, che fa sì che il Traditore per antonomasia muoia soffocato da una fascia di stoffa attorcigliata intorno al collo e impigliatasi su un ramo. Dopo di che, Biff stesso si getta volontariamente nel vuoto per togliersi la vita.

Con la sorpendente accoppiata omicidio/suicidio, azioni non esattamente da cristiano esemplare, si conclude la vicenda terrena del migliore amico di Gesù, il quale però lo perdonerà, facendolo resuscitare e dandogli una seconda chance. Mah.

Ti è piaciuto questo articolo? Scopri chi sono e che libri scrivo nello Scaffale Peio.

Condividi quello che pensi dell’articolo

Scopri di più da PEIO NARRATORE

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere