Pastelli rossi, fate rosa e streghe turchine

Tremate, le streghe son tornate!

Sono streghe insoddisfatte o fate per forza le protagoniste di due degli albi illustrati che negli ultimi anni hanno vinto il Premio di Letteratura per l’Infanzia ‘Narrating Equality’.

Entrambi editi dalla spagnola nubeOCHO, che pubblica anche in italiano e in inglese, Turchina la strega (Mariasole Brusa/Marta Sevilla) e La fata rosa (Susana Torrubiano/Giulia Orecchia) raccontano, con linguaggio e immagini adatti ai bimbi, di libertà di scelta, identità consapevole e sorellanza.

Protagonista del primo è Turchina, una strega in cerca di un cambio di look. Grazie a Lele, un marmocchio che Turchina aveva in mente di rapire, raggiunge l’obiettivo. Lele, infatti, è bravo a creare nuove acconciature per le sue bambole e, senza farsi troppo pregare, procede a un restyling radicale dei capelli di Turchina. Ma non basta! La incoraggia a non fare la strega per forza, solo perchè lo ha sempre fatto, ma a inseguire i suoi sogni.

Protagonista del secondo è invece Rosa, una fata annoiata. Segue la routine di chiedere ai bambini di esaudire i loro desideri, ma quando una ragazzina le dice di voler diventare una giocatrice di rugby e un maschietto le confida che il suo sogno è fare il ballerino, entra in crisi. Non capisce più il mondo di adesso e, comunque, trova che spaventare i bambini sarebbe molto più divertente che esaudire i loro desideri del piffero. Detto, fatto: la fata regina acconsente alla richiesta di Rosa e la trasforma… in un’orca cattiva!

Rosso. Una storia raccontata da Matita (Michael Hall), edito in Italia da Il Castoro (la versione originale, Red. A Crayon’s Story, è pubblicata da Greenwillow Books), è un albo illustrato senza fate, streghe, bambini; senza proprio figure umane, visto che i personaggi sono tutti oggetti inanimati.

Protagonista è Red, un pastello rosso frustrato perché i suoi disegni escono blu. I tentativi di riportarlo sulla retta via falliscono uno dopo l’altro, finché non trova chi lo accetta e lo apprezza per ciò che è. E via a disegnare il mondo di blu!

Molto originale e piacevolmente metaforico, l’albo di Hall centra il bersaglio.

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