Una posizione scomoda

Francesco Muzzopappa nasce a Bari nel 1976, lavora per vent’anni come copywriter pubblicitario a Milano ed è allievo della scuola di scrittura di Raul Montanari. Appassionato lettore di narrativa umoristica, cresciuto a pane e Swift, Sterne e Wodehouse (senza snobbare i contemporanei Keret, Auslander, Moore e Sedaris), ha costruito negli anni una voce comica riconoscibile, capace di far ridere “i piccoli, i medi e i grandi”. Esordisce nel 2013 con Una posizione scomoda, pubblicato nella collana “Le meraviglie” da Fazi Editore.

La trama di Una posizione scomoda

Una posizione scomoda narra le vicende di Fabio Loiero, brillantemente diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e talmente convinto di essere in procinto di spiccare il volo come sceneggiatore dei film dei migliori registi da declinare con sufficienza le proposte di lavoro che gli recapitano le produzioni televisive mainstream.

Non passa molto tempo, però, prima che si renda conto di aver bisogno di un lavoro per mantenersi e di non potersi più permettere di far troppo lo schizzinoso. Accetta allora la proposta di Romina, una donna trans che produce film pornografici. Fabio adotta il nome d’arte di Fabius e firma sceneggiature a raffica, specializzandosi in rifacimenti porno di classici del cinema.

Deformazione porno dei titoli dei film

La deformazione dei titoli è, a mio parere, la parte più divertente del romanzo, capace com’è di far sbaccanare il lettore dalle risate: Il glande freddo, Uccelli ne trovo, A volte ritrombano sono solo alcuni esempi. È però con L’importanza di chiavarsi Ernesto che Fabius fa centro. La sceneggiatura viene infatti selezionata per lo Zizi d’Or, il massimo riconoscimento del cinema porno, la cui cerimonia di premiazione si terrà al Palais des Festivals di Cannes.

Fabio, che è ben attento a non rivelare al mondo – soprattutto ai suoi genitori e ai suoi ex compagni del Centro Sperimentale – come sbarca il lunario, accetta di presenziare a Cannes solo se Romina, non si sa come, dovesse riuscire a trovargli un finanziatore interessato a produrre la sceneggiatura “seria” che conserva gelosamente nel cassetto: Cielo di piombo.

Romina, contro ogni aspettativa, il produttore lo trova, ma quella che sembra la svolta professionale tanto agognata non manca di portare con sé problemi di ogni genere. Grazie a un deus ex machina, tuttavia, viene garantito il lieto fine.

Un libro che mette di buon umore

Storiella esile ma simpatica, forse meno convincente nelle sottotrame e in alcuni dei personaggi secondari, Una posizione scomoda non viene meno all’obiettivo di intrattenere il lettore grazie a uno stile di scrittura scorrevole e all’affabilità dello spiritoso narratore.

Da elogiare, infine, la fedeltà di Muzzopappa alla letteratura umoristica, un genere che in Italia, se da un lato viene svilito da scelte editoriali discutibili, dall’altro è frequentato da alcuni bravi scrittori. Una schiera che conta tra le sue fila, insieme ad altri, lo stesso Muzzopappa e figure dello spessore di un Marco Presta.

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Una risposta a “Una posizione scomoda”

  1. Di grande levatura, anche “Nirvanal” e “Tutti i cazzi per Mery” Saluti…..

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