Cris, ovvero Weird is beautiful

Lorenzo ha diciannove anni, ma per sua madre è ancora un bambino. Oppressiva e soffocante, la signora controlla il ragazzo fin dentro al bagno. Passive-aggressive per vocazione, dopo aver addomesticato un marito ormai inerte, si dedica alla castrazione di qualsiasi velleità del figlio, decidendo per lui sempre e comunque, sia nella quotidianità sia nei progetti di vita.

Giunto sull’orlo del baratro, Lorenzo, incapace di ribellarsi ma consapevole di un odio che cresce e che teme di non riuscire più a controllare, coglie l’occasione di una sosta in un autogrill per darsi alla fuga. Si nasconde sul rimorchio di un camion e si lascia trasportare dove il destino vorrà.

La meta si rivela Riccione, dove presto si lega a Lori, una ragazza che nella località turistica fa la stagione come cameriera, e a Pepe, un giovane uomo di cinque anni più grande che, a sua volta, lavora nei mesi estivi all’Aquafan. Sono due randagi per scelta, insofferenti alle strutture sociali che ingabbiano chi li circonda e portatori sani del virus della libertà. A loro si è presentato col nome di Cris e poi ha iniziato a lavorare come escort in un night club della Perla Verde dell’Adriatico.

Cris, in pochi giorni, impara più cose di quante ne abbia apprese in diciannove anni. Ha sempre fame, e non solo di cibo: scopre il sesso, l’amicizia, l’amore, la promiscuità, la durezza e il fascino dell’indipendenza, la fatica. Scopre soprattutto se stesso, un essere di cui fino a quel momento ignorava l’esistenza, a cui ora inizia a dare contorni riconoscibili. Capisce che ci sono modi di vita alternativi al modello tossico rappresentato dalla sua famiglia disfunzionale.

Quando quest’ultima lo rintraccia e l’incubo di dover rientrare nella pelle di Lorenzo rischia di materializzarsi, Cris decide di fare i conti con il suo passato nel modo più plateale possibile.

La storia è senza dubbio interessante, ma lo è ancor di più il modo in cui viene raccontata. Ogni capitolo si aggancia magistralmente al precedente e prepara sapientemente il successivo. La voce narrante è sì onniscente ma limitata al punto di vista del protagonista. I dialoghi sono realistici, credibili, intonati alla personalità di chi li proferisce. I personaggi, sia quelli principali (Cris, Lori, Pepe), sia quelli secondari (su tutti Alfonso, del demi-monde della riviera romagnola), sono, infine, tratteggiati con grande attenzione e rappresentano il vero punto di forza del romanzo.

Manuela Salvi si conferma dunque un punto di riferimento della narrativa per ragazzi e giovani adulti alternativa al mainstream. È tanto vero che il suo Cris (Fandango, 2022), per trovare spazio, ha dovuto attendere di essere accolto da una collana chiamata Weird Young.

Pare infatti che sia weird, stravagante, che i genitori comunichino con i loro figli. Che i ragazzi possano fare le loro scelte in modo libero e consapevole. E che ognuno ami chi vuole e nel modo che preferisce.

Beh, se è così, allora: viva il Weird!

Lascia un commento