Odiava. Era l’odio a tenerlo in vita, ne era perfettamente consapevole. Dimentico degli anni e dei privilegi, era diventato astioso e faceva i capricci. Tutti coloro che gli giravano intorno dovevano servirlo, accudirlo, coccolarlo. Lo facevano nella speranza di vedersi accordata una parte dell’immenso patrimonio che era riuscito ad accumulare, questo lo sapeva perfettamente. Che sorpresa aveva invece preparato a quegli avidi, inetti parassiti.
Godeva nel far del male, da sempre. Ma il male di prima era rivolto a degli sconosciuti, a dei patetici falliti che non meritavano altro. Ora, invece, il piacere di mortificare era amplificato dalla frequentazione e dal rapporto diretto con le vittime. Quanto gli facevano schifo quando, nel momento in cui lui di proposito se l’era fatta nel pannolone, lo lavavano e lo cambiavano con il volto illuminato da un sorriso empatico, in realtà trattenendo a stento i conati di vomito.
Stava molto meglio di quanto aveva lasciato intendere, ma alla sua età doveva comunque aspettarsi di esalare a breve l’ultimo respiro. Quanta soddisfazione gli avevano però dato quegli ultimi mesi, da quando era finalmente riuscito ad avere attorno a sé tutti i suoi figli, che da anni lo avevano abbandonato dopo avergli succhiato il sangue. Ora erano tutti lì, quei mentecatti, a lisciarlo.
Non avrebbe mai immaginato che vendicarsi potesse dare una tale gioia.