Codice Bowie

Cinquanta chiavi per aprire quelle porte

I saggi di Tiberio Snaidero

Tiberio Snaidero / Damiano Cantone, Codice Bowie. Cinquanta chiavi per aprire quelle porte, Milano, Meltemi, novembre 2020 đź›’

Chi volesse attribuire un aggettivo al fenomeno David  Bowie si troverebbe nell’imbarazzo della scelta: alieno, ambiguo, androgino; bello e buddhista; camaleontico, complesso e contraddittorio. Siamo solo alla terza lettera dell’alfabeto, pur selezionando con ferocia.

Decadente, espressionista, romantico. O, ancora, per interessi: travestitismo, esoterismo, futurismo. Nichilismo, esistenzialismo, solipsismo. E perché non per temi? Eccone alcuni: il doppio, lo Spazio, la follia; la mostruosità. La morte. Oppure per competenze: ballerino, attore, modello, mimo; cantante, compositore, musicista, produttore. E poi: pittore, scrittore, designer, costumista.

La verità è che Bowie concepiva se stesso come un narratore, i cui personaggi venissero resi attraverso operazioni di scrittura multimediale che comprendessero musica, moda, trucco, performance, fotografia e video.

Questo libro non è una biografia, nĂ© un’enciclopedia, nĂ© una raccolta di interviste, foto o testi delle canzoni di David Bowie. Si tratta di un appassionante glossario sui generis dei contenuti e dei concetti che il musicista inglese ha adottato e rielaborato nella sua carriera artistica, nonchĂ© delle categorie che aiutano a catalogarne e a interpretarne la produzione e la presenza pubblica.

La sua musica, il suo stile e la sua verve scenica hanno influenzato l’ampia arena del business musicale, della moda, dell’arte, del design e del dibattito sull’identitĂ . Cos’è David Bowie?

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