Il tocco magico di Jessica Love

Gli albi illustrati dell’artista americana Jessica Love sono magnifici. Le ragioni della loro riuscita dipendono da una serie di fattori: la qualità dei disegni; la funzione sussidiaria delle pochissime parole dei testi; l’assenza di un tono didascalico; l’uso sapiente di tecniche e materiali per valorizzare la blackness e la transness.

Nella sua opera più celebre – Julián is a Mermaid (trad. it.: Julián è una sirena) – la scelta tecnica più distintiva consiste nel lavorare a mano su carta kraft naturale, combinando gouache, inchiostro e acquerello. È una scelta che va ben oltre l’estetica: il “neutro” della pagina non è più il bianco eurocentrico ma una terra calda che rispecchia la carnagione dei protagonisti.

L’artista ha dichiarato di aver trascorso ore alla New York Picture Collection sfogliando immagini di gioielli, mobili, stampe e pubblicità in stile Art Nouveau. Il segno art nouveau si riconosce soprattutto nelle tavole subacquee e nelle figure di sirene: le linee fluide e arabescate alla Toulouse-Lautrec che, rese brillanti da un uso dei colori vividi alla Van Gogh, del tipo che si ritrova anche nelle stampe giapponesi, si arricciano nei contorni delle alghe o dei capelli nell’acqua, in composizioni circolari e simmetriche.

Il libro appartiene alla categoria degli albi in cui l’immagine porta quasi tutto il peso narrativo: i silenzi tra le vignette, i campi lunghi che mostrano il bambino perso nei sogni, i primi piani del viso della nonna sono il vero testo del libro.

E se la “morale” della favola è che ogni bambino è libero di fare le proprie scelte identitarie, foss’anche vestirsi da sirena se tale si sente, questa non viene spiegata al lettore ma mostrata, anzi, illustrata, senza appesantimenti didascalici o toni barricaderi.

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