Libri da ridere

Si possono trovare passaggi divertenti in un mucchio di romanzi. E il tono del narratore può essere ironico anche in storie tutt’altro che buffe.

Se vogliamo però entrare in un mondo governato dalla comicità, non si sbaglia a recuperare alcuni classici della letteratura angloamericana, tuttora godibilissimi.

E se è vero che ci sono testi di David Foster Wallace che mi hanno fatto ridere fino alle lacrime, se dovessi indicare tre romanzi da mettere sul podio, la mia lista anteporrebbe all’opera del genio nato a Ithaca:

Il circolo Pickwick (1837), di Charles Dickens,

Tre uomini in barca (1889), di Jerome K. Jerome

e

Una banda di idioti (1980), di John Kennedy Toole.

Sono questi i libri, si parva licet componere magnis, a cui mi sono ispirato nel pianificare i quattro volumi della serie Attenti a quei tonti.

E sempre a Dickens, Jerome, Toole, Wallace, ma anche a Boccaccio, Cervantes, Gogol, Heller, Vonnegut, Waugh e agli altri che qui non menziono continuerò a ispirarmi nei futuri progetti di narrativa umoristica.

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