I libri per ragazzi

Quando ero bambino io, era facile intendersi su quali fossero i libri da leggere. Finita la stagione degli albi illustrati, delle fiabe e delle favole, anch’esse quasi sempre arricchite da bei disegni colorati, si passava a un canone che comprendeva opere assai diverse tra loro.

Si faticava a staccarsi dalle Favole al telefono di Rodari e dal Pinocchio di Collodi, che, dopo l’obbligatorio Cuore di De Amicis, lasciavano il posto a Le tigri di Mompracem di Salgari, al Giro del mondo in ottanta giorni di Verne e al Libro della giungla di Kipling. Per farsi due risate ci si immergeva nelle Avventure di Tom Sawyer di Twain, mentre le ragazze si identificavano nelle Piccole donne di Alcott.

La categoria [Romanzi per ragazzi] al giorno d’oggi va squadernata: ci sono le cosiddette ‘prime letture’, di solito abbastanza brevi e spesso illustrate, per i bambini fino ai dieci anni; i romanzi brevi, creati per intrattenere o istruire, per ragazzini tra i nove e i dodici; lo Young Adult (YA) “basso”, fino ai quattordici anni; e lo YA “alto”, letto da adolescenti ma pure da ultraventenni, che è soprattutto romance a varie gradazioni di hotness.

Le prime uscite della narrativa di Peio si collocano nella categoria 9-12 (Il segreto di nonno Nino) e scommettono sull’esistenza di un pubblico di adolescenti/giovani adulti interessati alle storie umoristiche (Attenti a quei tonti).

Nell’officina letteraria si lavora però anche ad albi illustrati per bimbi di 4-6 anni (Edoardino l’acrobata, Caterina quante ne combina) e a romanzi YA che mettano in scena personaggi anticonformisti.

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