Felix ever After è un romanzo dello scrittore nato e cresciuto a Saint Thomas, nelle U.S. Virgin Islands, Kacen Callender.
Il protagonista della storia, tradotta anche in italiano e pubblicata da Mondadori nel 2022, nella sua preadolescenza si è dato il nome da ragazzo Felix. Il nome datogli dai genitori era invece femminile, così come il genere assegnatogli alla nascita. Felix sta seguendo un percorso di transizione verso l’identità maschile.
Questo è l’aspetto centrale della narrativa e viene confermato tale dalla postfazione dell’autore.
Si tratta, tuttavia, pur sempre di un romanzo e c’è dunque una vicenda narrativa che ha il suo sviluppo. Ci sono degli haters, delle madri assenti, dei padri disorientati e degli amici affettuosi. La lotta più dura che Felix deve affrontare è, però, quella contro le proprie insicurezze: si chiede se la circostanza di essere allo stesso tempo transgender, nero e queer gli permetterà di trovare il suo posto nel mondo.
Interessante è il modo in cui Callender costruisce Felix come personaggio a tutto tondo – difettoso, lunatico, capace di comportarsi male – e non come una rappresentazione edificante. Il romanzo, con qualche verbosità di troppo, racconta tutto dal punto di vista di Felix, che affronta l’adolescenza con tutti i problemi che ne derivano. Questo rende il libro particolarmente significativo per i giovani trans, che non hanno molti riferimenti letterari e rappresentazioni positive con cui identificarsi.
Se mettiamo a confronto il romanzo di Callender con la narrativa italiana, notiamo che i libri di finzione YA con protagonista trans sono quasi assenti. Come le cicale di Fiore Manni (Rizzoli, 2022) è l’unico titolo di un’autrice italiana recente nello spazio YA incentrato sull’identità di genere, ma non tratta l’essere trans. Il viaggio di Arnold, di Davide Tolu, è una storia transmaschile, ma è una narrativa per adulti. Il confronto con la produzione anglosassone (dove Felix si affianca a Cemetery Boys, di Aiden Thomas, Volevo essere la tua ragazza, di Meredith Russo, e altri ancora) mette bene in luce questo vuoto editoriale.
Un modello letterario da tenere presente, insomma, nella costruzione dei personaggi in una storia che preveda la presenza di giovani in cerca della propria identità di genere.

Lascia un commento