In quella che è considerata la bibbia dello sceneggiatore, Robert McKee evidenzia che, in una storia ben riuscita, il protagonista deve avere un obiettivo. La vicenda però non deve dipanarsi come lui si aspetta e il raggiungimento del fine delle sue azioni (conquistare il cuore dell’amata; rapinare con successo una banca; impedire a un assassino di uccidere ancora, eccetera) deve venir di volta in volta frustrato.
Le cose non devono insomma andare come lui vorrebbe, non subito, almeno, ma il protagonista deve avvicinarsi gradualmente alla meta. Alla fine, potrà vincere o essere sconfitto. Ci potrà anche essere un finale aperto, ma l’intrattenimento dello spettatore deriverà dall’immedesimarsi nelle azioni e ambizioni del personaggio principale della storia e dal modo in cui affronterà i conflitti (interiori, personali e esterni).
In Father Mother Sister Brother non succede niente del genere. Anzi, non succede proprio niente. Film a episodi, non vi è nemmeno una liaison tra le varie storie, se non consideriamo gli elementi decorativi e i ricorrenti tic cromatici e verbali. Eppure lo spettatore non può non divertirsi seguendo le acrobazie che Father (Tom Waits) compie per mantenere nei figli la convinzione di essere povero in canna; o non guardare incantato il sereno distacco con cui Mother (Charlotte Rampling) mortifica, con la solidità del proprio successo, due figlie senza arte né parte; né, tanto meno, evitare di commuoversi contemplando l’amore fraterno tra Sister (Indya Moore) e Brother (Luka Sabbat) che si ritrovano a recuperare quanto rimasto delle proprietà dei genitori improvvisamente scomparsi.
Storie diverse, latitudini diverse (nord-est degli Stati Uniti, Dublino, Parigi), ma una medesima idea di cinema. Quella di Jim Jarmusch, paladino di un’estetica che rifugge dalle regole hollywoodiane, preferendo giocare con lo stile e rifinirlo con la poesia.
Entrambi lontani dalla retorica del ‘vincente’, non è un caso che Tom Waits compaia in un film di Jarmusch, per il quale è diventato un’icona fin dal 1986 e con cui ha collaborato sia come attore sia come musicista.

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