Alea Marley è nata in Inghilterra, ma la sua storia affettiva e familiare affonda le proprie radici a Barbados. Da quell’isola, dalla vita quotidiana e dalla propria immaginazione trae ispirazione, fondendo il digitale con il tradizionale per creare opere che rappresentano un’esplorazione giocosa del mondo che l’avvolge.
Nel corso della sua formazione ha usato fineliner e acquerello, poi gouache e matite colorate; oggi lavora con un mix di tecniche tradizionali e digitali, principalmente con Procreate e Photoshop, scansionando materiali realizzati a mano e poi manipolandoli digitalmente.
Ama creare scene bizzarre e fantastiche (whimsical), ricche di pattern, texture ed esplosioni di colore, e i suoi strumenti preferiti sono matite spesse, pastelli ad acquerello e pennelli digitali.
L’albo Téo’s Tutu (Dial Books/Penguin, 2021) è scritto da Maryann Jacob Macias e Alea Marley lo ha illustrato con colori vivaci e un tratto giocoso. Téo ama ballare: la cumbia con il papá, il bhangra con la mamma e il balletto con la maestra Lila. Ama anche il modo in cui il tutù lo fa sentire, dentro e fuori. Ma quando si avvicina il saggio e deve scegliere il costume, si chiede se essere autenticamente se stesso sul palco non lo esponga troppo.
L’entusiasmo del protagonista traspare dalle illustrazioni di Marley in ogni pagina: Téo è un bambino dalla pelle scura e i capelli ricci, con una madre di origine sudasiatica e un padre latino. Le illustrazioni vivaci di Marley riconoscono il nervosismo di Téo di fronte al giudizio altrui e celebrano la sua gioia e il suo coraggio nell’essere fedele a se stesso.
Siamo, insomma, nell’alveo di Jessica Love (tono caldo, bambino espressivo, con un focus sulla gioia più che sulla sofferenza), di cui parla, insieme a tanto altro, anche l’ottimo blog Immaginarie. Sono picture book, come pure My Rainbow (2020) di Trinity e DeShanna Neal e Worm Loves Worm (2016) di J.J. Austrian e Mike Curato, che condividono un approccio visivamente celebrativo e puntano sull’accoglienza, senza mettere al centro la transizione o il conflitto identitario.

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