The Savage (Walker Books, 2009; trad. it. “Il selvaggio”, di Ivano Bariani, attualmente fuori catalogo) è un libro davvero speciale indirizzato a un pubblico di lettori preadolescenti; il target editoriale è il cosiddetto Young Adult “basso” (Lower YA o Teen), ossia ragazzi di 12-14 anni, quelli che in Italia frequentano le scuole medie.
Si tratta di un graphic novel realizzato da due giganti del settore: lo scrittore David Almond e l’illustratore Dave McKean. Ma che cosa ci induce a definire The Savage un libro davvero speciale?
Beh, innanzitutto i personaggi: il preadolescente Blue Baker, voce narrante e autore del racconto nel racconto; l’anonimo ragazzo selvaggio, creato dalla fantasia (ma ne siamo sicuri?) di Blue stesso; infine, ma non per ultimo, Hopper, il bullo della scuola che angaria Blue. Ci sono poi la mamma e la sorellina del protagonista, le insegnanti della scuola, allevatori e animali.
In secondo luogo, la storia. Blue rimane improvvisamente orfano di padre e la vita per lui e la sua famiglia diventa, dall’oggi al domani, orribile. Nel tentativo di sopravvivere al dolore, Blue, benché non sia particolarmente versato in lingua e letteratura, segue il consiglio della psicologa della scuola e si mette a scrivere una storia. Una storia dura, aspra e violenta, incentrata su un ragazzo che vive da selvaggio in una grotta appena fuori dal centro abitato.
Ed è allora che le cose si fanno straordinariamente interessanti. Diventa sempre meno chiaro, infatti, se il selvaggio sia soltanto un parto dell’immaginazione di Blue o se, per qualche stregoneria, egli esista in carne e ossa. O se addirittura sia esistito ben prima che Blue rimanesse orfano. Si susseguono violenze e non mancano i colpi di scena.
Se non fosse un romanzo pensato per i giovani lettori, verrebbe naturale ragionare di doppia identità, frammentazione della mente e dissociazione strutturale, derivanti dall’esigenza di superare un trauma. The Savage, però, si rivolge proprio ai giovani lettori. Allora perché escludere il weird, lo stregato, il fantastico? Dopotutto, abbiamo a che fare con un maestro del magical realism britannico.
Due parole, infine, per Dave McKean, senza le cui illustrazioni il romanzo non è immaginabile. Sono tutte monocromatiche e si mimetizzano con la campitura blu-verdastra degli sfondi, con sbavature di nero che rendono le tavole ancora più inquietanti.
Un must read, senza ombra di dubbio.

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