Pubblicato negli Stati Uniti nel 2017 (e nello stesso anno anche in Italia, con il sottotitolo Il coraggio della verità affiancato all’originale americano), The Hate U Give, di Angie Thomas, è stato un grande successo di vendite, con quasi quattro milioni di copie in tutto il mondo.
L’anno seguente è diventato un film, così come successo pure ad altri YA di cui ci siamo occupati in questo blog: Wonder (quest’ultimo in verità indirizzato essenzialmente a un pubblico di preadolescenti) e We Were Liars (in Italia: L’estate dei segreti perduti, diventato una serie televisiva).
Insieme a Felix Ever After, di cui pure abbiamo parlato su queste pagine, i libri menzionati rappresentano bene una tendenza della narrativa Young Adult americana degli ultimi anni: affiancare alle tematiche proprie del genere – Coming of age, scoperta della sessualità, ostilità nei confronti del mondo adulto, amicizia, fame di riconoscimento – argomenti e personaggi non abituali in questi tipi di romanzo.
Se in Wonder l’”argomento forte” è la mostruosità figlia di gravi patologie, in Felix Ever After la transessualità e in We Were Liars l’amnesia dissociativa (e un’altra cosa che non voglio menzionare per non spoilerare alla grande), in T.H.U.G. è la violenza esercitata dalla polizia nei confronti della comunità nera, da cui è scaturito il movimento Black Lives Matter.
La voce narrante è quella, in prima persona, di Starr, una sedicenne fatta studiare dai genitori in un liceo d’élite “bianco”, per tenerla lontana dalle numerose problematiche del quartiere-ghetto di un’immaginaria Jackson, Mississippi. L’omicidio del tutto evitabile di un amico della ragazza funge da incidente scatenante della storia. Da quel tragico evento in poi la vita di Starr diventa un’odissea, tra minacce di gangster, soprusi di poliziotti, smascheramento del razzismo latente di amiche bianche e altro ancora.
Un romanzo scritto molto bene, che può essere goduto da qualsiasi tipo di lettore e ribadisce, se ce ne fosse bisogno, come vette di qualità artistica si possano trovare anche nella letteratura di genere.

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